Higan 2006 Abano Terme
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Risulta difficile ad un medico con formazione tipicamente occidentale avvicinarsi al vastissimo mondo della medicina orientale, tanto più che, come complesso è lo scenario delle specializzazioni e frammentazioni offerte dalla medicina occidentale, così è quello della medicina orientale. Prima di tutto bisogna sgomberare il campo da termini equivoci come medicina orientale ed occidentale: occidentale ed orientale rispetto a cosa? Quali sono le reciproche influenze e dipendenze? Intendiamo parlare di linee di pensiero filosofiche o di approcci terapeutici?

 

Di libri di riferimento come il Testo Classico di Medicina Interna dell'Imperatore Giallo dove per la prima volta vengono descritti con completezza il sistema dei meridiani e le funzioni dei punti di agopuntura o dai testi di Galeno o dei successivi Harvey ecc.; o ancora consideriamo orientale od occidentale Avicenna (Ibn Sina) autore del canone della medicina (Kitab alQanun fi alTibb o Liber canonis medicinae)?
Ci limiteremo quindi in queste poche righe a tratteggiare un breve paragone tra la MTC (Medicina Tradizionale Cinese) e le sue evidenze scientifiche alla luce delle regole della ricerca scientifica attuale. In effetti vi è un crescente interesse verso la MTC che includono:
1. il riconoscimento dei suoi potenziali benefici,
2. una diffusa insoddisfazione verso i modelli occidentali di terapia
3. una propensione verso concetti olistici di salute
4. paura verso effetti collaterali dei farmaci (1,2,3)

 
 

 
 
 

In effetti la MTC è una delle forme di medicina più antiche al mondo e attualmente in occidente viene usata come terapia alternativa o complementare (alternativa in sostituzione della medicina ortodossa, complementare come sostegno) (4).

 
 

E’ difficile riportare in poche righe la filosofia che sottostà alla MTC, ma possiamo dire che, mentre dal punto di vista della prevenzione ed anche della riabilitazione l’uso di tecniche come ad esempio il Tai Chi, il QiGong godano di vasto appoggio anche da parte della medicina cosiddetta ortodossa, più controverse risultano le terapie su vere e proprie patologie soprattutto in acuto, mentre sulle patologie croniche vi è più apertura.

 
 

 Ad esempio, sulle patologie cardiovascolari alcuni studi hanno dimostrato con l’agopuntura un miglioramento dei fattori di rischio e di alcuni valori fisiologici, mentre le tecniche di esercizio accennate sopra si sono dimostrate efficaci nel migliorare e mantenere le condizioni di salute di anziani e pazienti affetti da diverse patologie(5). Particolare attenzione viene invece segnalata per l’uso sconsiderato di erbe medicinali dalle componenti ancora sconosciute e dagli effetti a lungo termine ignoti. E’ chiaro che in patologie gravi e nelle acuzie l’uso dei rimedi e delle tecniche della medicina cosiddetta ortodossa risulta indispensabile andando a colpire il sintomo, mentre se si vuole accettare una visione più “olistica” della salute nelle condizioni croniche un profilo più morbido risulta più accettabile anche dal paziente. Resta da vedere quale sia il peso delle aspettative del paziente, del medico stesso e in definitiva l’influsso della componente “mentale” sulle risposte organiche, che rimane comunque sempre ai limiti della scienza ufficiale. In definitiva, mentre l’approccio della MTC risiede in filosofie millenarie che indubbiamente hanno la loro parte di validità, la tradizione non può bastare alla scienza moderna che necessita di prove concrete ed eseguite secondo i criteri di validazione unanimemente riconosciuti; d’altra parte la medicina ortodossa non può chiudere gli occhi e rifiutare a priori tecniche e conoscenze che per millenni hanno mantenuto in salute milioni di persone e che spesso le hanno curate. L’auspicio è che l’inizio del dialogo tra le due tipologie di medicine possa continuare avendo a cuore il benessere dei pazienti e non il prestigio dell’una o dell’altra scuola, sperando che siano finiti i tempi dell’”IPSE DIXIT” di Aristotele.
 

 
  1. M. Kreitzer and D. Jensen, Healing practices: trends, challenges, and opportunities for nurses in acute and critical care. AACN Clin Issues 11 1 (2000), pp. 7–16.
2. M.M. Kaler and P.C. Ravella, Staying on the ethical high ground with complementary and alternative medicine. Nurse Practitioner 27 7 (2002), pp. 40–42.
3. A.H. MacLennan, D.H. Wilson and A.W. Taylor, The escalating cost and prevalence of alternative medicine. Prev Med 35 (2002), pp. 166–173
4. Whitworth and A. Burkhardt, Complementary therapy and cardiac surgery. J Cardiovasc Nurs 12 4 (1998), pp. 87–94
5. Davidson P, Hancock K, Leung D, Ang E, Chang E, Thompson DR, Daly J. Traditional Chinese Medicine and heart disease: what does Western medicine and nursing science know about it? Eur J Cardiovasc Nurs 2 3( 2003), pp. 171-81.
 
 
  A cura di: Dr. Antonio Paoli
Facoltà di Medicina, Dipartimento di Anatomia e Fisiologia Umana,
dell’Università di Padova
  
 
 
 
 


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