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Higan
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Risulta
difficile ad un
medico con
formazione
tipicamente
occidentale
avvicinarsi al
vastissimo mondo
della medicina
orientale, tanto
più che, come
complesso è lo
scenario delle
specializzazioni
e frammentazioni
offerte dalla
medicina
occidentale,
così è quello
della medicina
orientale. Prima
di tutto bisogna
sgomberare il
campo da termini
equivoci come
medicina
orientale ed
occidentale:
occidentale ed
orientale
rispetto a cosa?
Quali sono le
reciproche
influenze e
dipendenze?
Intendiamo
parlare di linee
di pensiero
filosofiche o di
approcci
terapeutici?
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Di libri di riferimento
come il Testo Classico
di Medicina Interna
dell'Imperatore Giallo
dove per la prima volta
vengono descritti con
completezza il sistema
dei meridiani e le
funzioni dei punti di
agopuntura o dai testi
di Galeno o dei
successivi Harvey ecc.;
o ancora consideriamo
orientale od occidentale
Avicenna (Ibn Sina)
autore del canone della
medicina (Kitab alQanun
fi alTibb o Liber
canonis medicinae)?
Ci limiteremo quindi in
queste poche righe a
tratteggiare un breve
paragone tra la MTC
(Medicina Tradizionale
Cinese) e le sue
evidenze scientifiche
alla luce delle regole
della ricerca
scientifica attuale. In
effetti vi è un
crescente interesse
verso la MTC che
includono:
1. il riconoscimento dei
suoi potenziali
benefici,
2. una diffusa
insoddisfazione verso i
modelli occidentali di
terapia
3. una propensione verso
concetti olistici di
salute
4. paura verso effetti
collaterali dei farmaci
(1,2,3) |
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In effetti la MTC è una
delle forme di medicina
più antiche al mondo e
attualmente in occidente
viene usata come terapia
alternativa o
complementare
(alternativa in
sostituzione della
medicina ortodossa,
complementare come
sostegno) (4). |
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E’ difficile
riportare in
poche righe la
filosofia che
sottostà alla
MTC, ma possiamo
dire che, mentre
dal punto di
vista della
prevenzione ed
anche della
riabilitazione
l’uso di
tecniche come ad
esempio il Tai
Chi, il QiGong
godano di vasto
appoggio anche
da parte della
medicina
cosiddetta
ortodossa, più
controverse
risultano le
terapie su vere
e proprie
patologie
soprattutto in
acuto, mentre
sulle patologie
croniche vi è
più apertura. |
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Ad
esempio, sulle patologie
cardiovascolari alcuni
studi hanno dimostrato
con l’agopuntura un
miglioramento dei
fattori di rischio e di
alcuni valori
fisiologici, mentre le
tecniche di esercizio
accennate sopra si sono
dimostrate efficaci nel
migliorare e mantenere
le condizioni di salute
di anziani e pazienti
affetti da diverse
patologie(5).
Particolare attenzione
viene invece segnalata
per l’uso sconsiderato
di erbe medicinali dalle
componenti ancora
sconosciute e dagli
effetti a lungo termine
ignoti. E’ chiaro che in
patologie gravi e nelle
acuzie l’uso dei rimedi
e delle tecniche della
medicina cosiddetta
ortodossa risulta
indispensabile andando a
colpire il sintomo,
mentre se si vuole
accettare una visione
più “olistica” della
salute nelle condizioni
croniche un profilo più
morbido risulta più
accettabile anche dal
paziente. Resta da
vedere quale sia il peso
delle aspettative del
paziente, del medico
stesso e in definitiva
l’influsso della
componente “mentale”
sulle risposte
organiche, che rimane
comunque sempre ai
limiti della scienza
ufficiale. In
definitiva, mentre
l’approccio della MTC
risiede in filosofie
millenarie che
indubbiamente hanno la
loro parte di validità,
la tradizione non può
bastare alla scienza
moderna che necessita di
prove concrete ed
eseguite secondo i
criteri di validazione
unanimemente
riconosciuti; d’altra
parte la medicina
ortodossa non può
chiudere gli occhi e
rifiutare a priori
tecniche e conoscenze
che per millenni hanno
mantenuto in salute
milioni di persone e che
spesso le hanno curate.
L’auspicio è che
l’inizio del dialogo tra
le due tipologie di
medicine possa
continuare avendo a
cuore il benessere dei
pazienti e non il
prestigio dell’una o
dell’altra scuola,
sperando che siano
finiti i tempi dell’”IPSE
DIXIT” di Aristotele.
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1. M. Kreitzer and D.
Jensen, Healing
practices: trends,
challenges, and
opportunities for nurses
in acute and critical
care. AACN Clin Issues
11 1 (2000), pp. 7–16.
2. M.M. Kaler and P.C.
Ravella, Staying on the
ethical high ground with
complementary and
alternative medicine.
Nurse Practitioner 27 7
(2002), pp. 40–42.
3. A.H. MacLennan, D.H.
Wilson and A.W. Taylor,
The escalating cost and
prevalence of
alternative medicine.
Prev Med 35 (2002), pp.
166–173
4. Whitworth and A.
Burkhardt, Complementary
therapy and cardiac
surgery. J Cardiovasc
Nurs 12 4 (1998), pp.
87–94
5. Davidson P, Hancock
K, Leung D, Ang E, Chang
E, Thompson DR, Daly J.
Traditional Chinese
Medicine and heart
disease: what does
Western medicine and
nursing science know
about it? Eur J
Cardiovasc Nurs 2 3(
2003), pp. 171-81.
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A
cura di:
Dr. Antonio Paoli
Facoltà di Medicina,
Dipartimento di Anatomia
e Fisiologia Umana,
dell’Università di
Padova
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