Higan 2006 Abano Terme
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di Silvio Franceschinelli

Come si festeggia il Capodanno in Giappone? Ne ho passati molti in terra nipponica, incluso il mitico Capodanno 1999-2000, sia in grandi città come Tokyo e Osaka che in piccoli paesi in campagna, dove le antiche tradizioni sono

 
 

ancora rispettate. Il modo tradizionale di festeggiare nasce da un tentativo di allontanare tutte le negatività portando invece fortuna a noi, alla nostra casa e a chi ci sta vicino.

 
 

I primi tre giorni dell’anno nuovo, detti sanganichi, sono i più importanti e ci si prepara a lungo per accoglierli. Tra i preparativi rivestono molta importanza: una generale pulizia della casa, ore passate a scrivere biglietti di auguri a parenti, amici e colleghi di lavoro (più un obbligo sociale che una scelta), ed il confezionamento di decorazioni fatte di pezzi di bambù, rami di pino e corde intrecciate a mano da mettere sopra la porta per tenere lontani gli spiriti cattivi.
In campagna spesso ci si ritrova ancora per intrecciare le corde con la paglia: è un modo

 
 

per stare assieme compiendo gesti che ricordano la sacralità delle cerimonie. Ho avuto l’onore di parteciparvi, e posso testimoniare il fascino della ritualità che si cela nell’intrecciare questa corda: dalla direzione in cui vanno ruotate le mani al modo di stare seduti, tutto è codificato!

Un’altra preparazione è l’omochi, ovvero il riso pestato in una specie di incudine di legno con un grosso martello, anch’esso di legno. Mentre una persona rimescola con le mani il pastone di riso, una seconda batte con il martello mantenendo ritmo sostenuto, energia e velocità. Hanno fatto provare anche me e vi assicuro che, nonostante fossimo circondati dalla neve alta, ho sudato per lo sforzo sia a battere il martello, che per la paura mentre mescolavo l’impasto di riso!

Il cibo tipico che si mangia il 31 dicembre varia da regione a regione, ma ogni alimento ha un significato preciso, spesso ispirato dalla sua forma.
Il cibo - osechiryouri - viene preparato con cura, e si tratta quasi sempre di cibo secco che deve durare per i primi tre giorni del Capodanno, in quanto non si avrà più tempo di prepararne di nuovo. Viene conservato in costose scatole laccate rosse e nere, ben decorate.
È molto buono, mangiarlo è un evento... pensate la mia delusione quando siamo stati ospiti da parenti di Yoshie i quali, pensando di farmi cosa gradita, anziché osechiryouri mi hanno preparato una pizza…Povero me!
(NdA: se andate in Giappone lasciate perdere qualsiasi forma di cibo italiano e abbuffatevi di pesce e riso!).

La notte del 31 dicembre assomiglia un po’ al Natale italiano: si cena assieme a tutta la famiglia guardando in TV il meglio ed il peggio di quello che è successo durante l’anno che sta per chiudersi. Al termine del cenone si va al tempio, buddhista o shintoista (molti indossano il kimono, altri abiti normali, ma comunque eleganti). I templi rimangono chiusi fino alla mezzanotte, quando risuona la campana; quindi tutti i presenti, in coda, arrivano davanti all’altare e battono le mani due volte per chiamare gli dei; si recita una breve preghiera e si fa un’offerta. La campana suona 108 volte, perché tanti sono i desideri ed i peccati che l’uomo si porta dentro e che devono essere cacciati fuori.
Il resto delle feste si trascorre visitando altri tempi ed altri parenti; chi riesce si riposa un po’ prima dell’inizio di un altro anno di duro lavoro.

Quindi, per usare la tipica espressione benaugurale giapponese:
よいお年を!
 yoi otoshi o... Buon Anno!

 
     
 

A cura di: Silvio Franceschinelli
Vice-Presidente Associazione Culturale Higan
Istituto Linguistico e Culturale Il Mulino
Vedi link: Scuola Il Mulino

 


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