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Higan
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Negli ultimi
anni
l’alimentazione
orientale ha
affascinato
molto
l’occidente. Gli
aspetti che
hanno
conquistato di
più sono stati i
rituali
dell’alimentazione,
la raffinatezza
dei cibi e
soprattutto i
loro effetti
sulla salute.
Vediamo quali
alimenti e quali
sostanze
caratteristiche
dell’alimentazione
orientale
hanno degli
effetti benefici
sulla salute. |
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Questi composti non
possono essere
sintetizzati
dall’organismo, per
questo motivo si devono
ottenere tramite
l’alimentazione con gli
alimenti.
Gli omega-3 si
trovano esclusivamente
nei pesci e in alcune
microalghe. Essi hanno
molti effetti benefici a
partire dalla
prevenzione delle
malattie
cardiovascolari, che
sono oggi una delle
cause di morte più
frequenti. Nota molto
importante è che i
trigliceridi e il
colesterolo in eccesso
nel sangue possono
essere controllati dagli
acidi grassi omega-3 a
catena lunga. Questo è
stato ampiamente
documentato da molti
studi. Il consumo di
omega-3 influenza anche
la composizione totale
delle lipoproteine, in
specifico collabora ad
elevare il colesterolo
"buono" (HDL).
L'assunzione di omega-3
di pesce ha dimostrato
un moderato effetto
ipotensivo in
particolare nei soggetti
più anziani ed ipertesi.
E’ risaputo che anche
riduzioni della
pressione sanguigna
relativamente piccole
possono ridurre in modo
significativo il rischio
di un attacco cardiaco e
di un evento a carico
alle coronarie. Studi
relativi a pazienti che
soffrono di patologie
cardiovascolari, infarto
del miocardio, aritmie,
hanno dimostrato una
riduzione della
mortalità dal 20 al 45%
in adulti facenti uso di
omega-3.E' il caso del
Giappone, dove il
consumo di pesce è pari
a 36 chilogrammi
all'anno a testa, cioè
quasi cinque volte
superiore a quello
italiano. Per inciso, in
Giappone la minore
mortalità per
coronaropatia si
registra nell'isola di
Okinawa, dove il consumo
di pesce è il doppio
della media nazionale. |
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Il te’ verde
è caratteristico
della Cina e del
Giappone. Il
principio attivo
del tè verde è
costituito da un
polifenolo
anch'esso dotato
di proprietà
anti-infiammatorie
e antiossidanti,
per essere
precisi una
delle 6
catechine
contenute nel tè
verde, l'epigallocatechina-3-gallato
o EGCG. |
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Questa sostanza sembra
essere dotata anche di
proprietà antitumorali,
essendo in grado di
rallentare o di bloccare
la trasformazione delle
cellule sane in tumori,
la loro crescita, la
loro diffusione e lo
sviluppo dei vasi
sanguigni che nutrono la
massa tumorale. Studi
più recenti hanno poi
evidenziato un potente
effetto dell'EGCG contro
l'invecchiamento
cerebrale; si è
dimostrato che, in un
modello sperimentale di
malattia di Alzheimer,
l'EGCG è in grado di
prevenire la formazione
delle placche amiloidee
e di |
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proteggere i
neuroni dalla
morte cellulare.
Il curry:
è caratteristico
dell’India ed è
la spezia
utilizzata per
insaporire il
riso, le carni e
le verdure.
Il principio
attivo del curry
è la
curcumina,
anch’esso un
polifenolo
dal colore
giallo, è usato
da millenni come
spezia e come
rimedio
tradizionale in
India. A livello
scientifico,
sono note da
anni le sue
proprietà
antinfiammatorie
ed antiossidanti. |
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Recentemente la
curcumina ha ricevuto
una considerevole
attenzione da parte dei
ricercatori anche per le
sue proprietà
antineoplastiche.
Considerando vari studi
sono state evidenziate
le capacità
neuroprotettive
della curcumina in vari
modelli sperimentali di
morte neuronale, inclusa
l'apoptosi (vale a dire
la morte programmata)
indotta da
beta-amiloide. E’
risaputo da tempo
l’importanza di una sana
alimentazione per una
sana vita, è perfetta in
questo caso la locuzione
latina Mens sana in
corpore sano. Infatti
numerosi studi
epidemiologici hanno
evidenziato una
correlazione diretta tra
la tipologia e la
severità di alcune
malattie e l'abitudine a
consumare determinati
cibi.
La prevenzione come
sempre gioca un ruolo
fondamentale; ad esempio
il 30% delle malattie
cardiovascolari, secondo
l’Organizzazione
Mondiale della Sanità,
potrebbe essere evitato
semplicemente grazie ad
un corretto regime
alimentare. |
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A
cura di:
Dr. Antonio Paoli
Facoltà di Medicina,
Dipartimento di Anatomia
e Fisiologia Umana,
dell’Università di
Padova
Dott. Davide Ippolito
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